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Cessna 305C (L-19) I-EIAH

 

 

 

 

dati tecnici

 

 

 costruttore: Cessna (Wichita - USA)

 anno di costruzione: 1961

 numero di serie Cessna:00008

 numero di serie militare 61-2962

 marche civili: I-EIAH

 motore: Teledyne-Continental O-470-11

 potenza: 213 Hp al decollo

 elica: Mc Cauley bipala 1A200 a passo fisso

 peso massimo al decollo: 1089 Kg

 fattori di carico: +4.4/-1.76

 velocità di stallo: 100 Km/h

 velocità massima: 306 Km/h

 velocità di crociera: 233 Km/h

 apertura alare: 10,973 mt

 lunghezza: 7,546 mt

 altezza: 2,286 mt

 diedro: 2° 8'

 corda alla radice: 1,625 mt

 carrello: biciclo

 

 

Il Cessna L-19 è un aereo monomotore a pistoni interamente metallico progettato alla fine degli anni' 40 su specifica militare USA. Realizzato in oltre 3000 esemplari ha militato in quasi tutte le forze armate USA (USAF, US Army, USMC, National Guard etc) e in una nutrita schiera di paesi alleati tra cui l'Italia, che è stata tra gli ultimi utilizzatori di questo aereo. Attualmente soltanto la Norvegia utilizza un ristretto numero di L-19 in ambito militare.

Il Cessna L-19 fu richiesto dalle forze armate USA per reperire un degno sostituto dei venerabili monomotori a pistoni (come gli L-4 o gli L-5) che presero parte al secondo conflitto mondiale nel ruolo di ricognitori, velivoli da collegamento e trasporto feriti, che prestarono il loro importante contributo all'ombra dei più potenti e gloriosi caccia Mustang e Spitfire o dei temibili bombardieri che martellarono le città della Germania.

Il nuovo aereo doveva essere sviluppato secondo un concetto più moderno, primo fra tutti la costruzione completamente metallica (i vecchi Stinson e Piper erano infatti interamente rivestiti in tela). Si cercò anche di migliorare il comfort dell'equipaggio perlomeno sotto un punto di vista essenziale,  come il riscaldamento in cabina, cosa di cui erano privi i monomotori ricognitori più vecchi.

Il progetto presentato dalla nota casa Cessna di Wichita (USA) fu il migliore e la produzione iniziò immediatamente in quanto già si profilava all'orizzonte l'inevitabile conflitto in Korea che avrebbe coinvolto in una nuova guerra le forze armate USA. Serviva immediatamente un aereo da appoggio e ricognizione.

Questo aereo nacque essenzialmente con due nomi originari L-19 e 305A. In seguito ricevette anche la denominazione O-1 durante la guerra del Vietnam.

Al di là delle asettiche denominazioni di costruzione, il velivolo non aveva un nome completo, personale e caratteristico secondo tradizione.

Allo scoppio della guerra in Korea le truppe e gli aviatori chiamavano questo aereo The Lovable One-Niner o semplicemente One-Niner in riferimento alla sua denominazione L-19.

Fu il generale Clark, veterano della Seconda Guerra Mondiale come capo delle truppe USA in Italia, a indire una sorta di gara di selezione informale per dare un nome all'aereo che qualcuno cominciò a chiamare addirittura "jeep con le ali" in riferimento alla sua grande robustezza e capacità di operare su terreni particolarmente difficili.

La scelta finale da parte di Clark fu "Bird Dog", ovvero "can da penna".

L'aereo fu impiegato assiduamente in Korea e successivamente in Vietnam, ricevendo anche un armamento di base costituito quasi sempre da quattro razzi al fosforo che venivano lanciati contro le posizioni nemiche per segnalare l'obbiettivo all'aviazione o all'artiglieria.

A causa di questo compito pericolosissimo basato esclusivamente su volo radente sulla foresta, esposti al tiro di ogni sorta di armamento, le perdite di aerei e di vite umane furono consistenti.

Tuttavia l'aereo si dimostrò davvero un robusto incassatore di colpi dato che riuscì a riportare a casa molti equipaggi pur avendo subito devastanti colpi di artiglieria o addirittura collisioni in volo con altri L-19.

Nei primi anni '70 le forze armate USA tra cui l'US Army (quest'ultima aveva in dotazione la maggior parte di esemplari) cominciò a sostituire il Bird Dog con il più moderno e veloce Cessna O-2, cioè il noto Skymaster, bimotore con la tipica configurazione di due eliche spingente-traente.

Il servizio operativo dell'L-19 nelle forze USA si avviava sul viale del tramonto, ma l'aereo continuò a volare negli eserciti dei paesi alleati degli USA.

Il Cessna 305 è stato in servizio in moltissimi paesi (Francia, Brasile, Belgio, Malta, Giappone, Canada, Australia, Austria) tra cui l'Italia.

Nei primi anni '60 L'Esercito Italiano ricevette un lotto di  44 esemplari,  numero contratto AF33(600)-43000.

Il nostro Cessna L-19E "I-EIAH" fa parte di questo lotto (chiamati 305M, cioè una versione specifica per l'esportazione in Italia).

Non è ancora chiara la vicenda di cessione di questo gruppo di L-19 all'Italia in quanto le fonti stesse del Pentagono non forniscono che notizie frammentarie e poco chiare. La cosa è strana considerando che si tratta di materiale non classificato che appartiene unicamente alla storia.

Il lotto di numeri di serie che furono venduti all'Italia sono sicuramente da considerarsi mezzi di surplus che vennero ceduti alle nostre forze armate probabilmente con un prezzo di favore.

La dimostrazione sul fatto che questi aerei furono inizialmente incorporati nelle forze americane è data dal numero di serie militare impresso sulle targhette in cabina (61-2962 nel nostro caso) da non confondere con il numero seriale Cessna ( 0008 sul nostro Bird Dog).

Il seriale militare dimostra quindi l'iscrizione al registro militare dell'USAF.

L'aviazione americana però non rischierò mai a livello operativo questo esemplare, cedendolo praticamente subito all' US Army come testimoniato dalla ricerca di archivio effettuata su mia precisa richiesta dal personale dell'ufficio storico dell'USAF: il 305M serial n° 61-2962, numero di costruzione 0008 fu ceduto dall'USAF all'US Army il 25 settembre 1962.  L'ufficio storico dell'aviazione conclude dicendo che "....it did not serve with the US. Air Force"

Su consiglio del personale USAF mi sono quindi rivolto all'ufficio storico dell'US Army ma la mia richiesta non ha avuto alcun riscontro.

Anche se manca completamente la parte di storia strettamente legata al servizio nell'esercito USA, si può dedurre che l'impiego del futuro "EIAH" sia stato molto contenuto se non assolutamente nullo, nelle file dell'US Army.

Questo transito dalla Cessna alle forze USA, per poi passare all'Esercito Italiano, è uno dei punti più oscuri della storia del nostro "AH".

Dagli archivi USAF è emerso anche che il Bird Dog serial n° 61-2962 è stato costruito nell'anno 1962 presso lo stabilimento Cessna, sembra tuttavia che dopo ben sei mesi l'aereo non avesse ancora lasciato le linee di produzione. Si tratta di un lasso di tempo singolarmente ampio per un aereo piuttosto semplice dal punto di vista costruttivo, che veniva prodotto rapidamente in catena di montaggio.

Non mi è dato sapere la motivazione, per il momento.

L'Italia accettò il gruppo di  L-19E (O-1E) che furono inseriti nella flotta dell' AVES (Aviazione dell'Esercito) e impiegati in compiti di ricognizione e direzione tiro artiglieria. Naturalmente non furono mai schierati in nessun evento bellico.

Tra la fine degli anni '80 e i primi anni '90 la radiazione di tutta la linea L-19 da parte dell' E.I. segna per molte di queste stupende macchine una condanna e morte o il definitivo oblio.

Durante il servizio attivo dell'intera linea L-19 furono prelevati cinque esemplari (s/n 61-2972, 61-2983, 61-2986, 61-12281, 61-2990) e ceduti alle forze aeree maltesi.

Di questi cinque L-19 maltesi  ex AVES uno (l'ex E.I.-34 s/n 61-2983) subì un incidente in atterraggio il 5 Maggio 1992 subendo danni rilevanti tanto da non poter essere riparato in tempi brevi. Visibile qui una foto prima dell'incidente.

Questo L-19 incidentato (immatricolazione maltese 9H-ACB) venne successivamente donato dalle forze aree maltesi al Malta Aviation Museum che inizialmente lo accantonò (vedi foto) per otto anni in attesa di restauri , auspicando anche la completa rimessa in condizioni di volo.

Da quanto ci risulta l'ex E.I.-34 è in fase avanzata di restauro presso le officine del museo maltese. Gli altri quattro L-19 maltesi ex-AVES sono stati radiati nel 2000 e acquistati in blocco pochi mesi dopo da un ignoto acquirente americano.

Se si esclude questa cessione diretta alle forze aeree maltesi l'Esercito Italiano non alienò nessun altro esemplare dell'intera linea di O-1E.

Nei primi anni '90 l'AVES portava a termine la progressiva radiazione di tutta la linea di L-19 in servizio. Al termine del processo di radiazione ben 33 esemplari (compresi quelli maltesi) risultano immatricolati civili.

Gli undici rimanenti, che pur rimossi dal servizio attivo nell'AVES e radiati dall'Esercito, non hanno ricevuto alcuna immatricolazione civile, sono stati donati a Musei, Istituti Aeronautici o adibiti a monumentali "Gate Guardians" presso installazioni militari dell'Esercito.

Tirando le somme, dei 44 Cessna L-19 (O-1E) incorporati nell'AVES, cinque furono ceduti a Malta di cui solo uno è rimasto sull'isola del Mediterraneo per essere esposto nel locale museo dell'aeronautica. Gli altri quattro sono finiti in mano privata e al momento se ne perde ogni traccia.

Sempre tra questi 44 esemplari otto L-19 radiati dall'AVES vengono direttamente acquistati in Italia da privati americani e prendono la via degli USA.

Alla fine è possibile quantificare un numero totale di 21 esemplari di L-19E radiati dall'Esercito rimasti in Italia. Da notare che fra questi 21 esemplari di L-19 due aerei furono convertiti dalla SIAI nel noto turboelica SM 1019.

Tale riconversione interessò gli esemplare EI-1 ed EI-17 che divennero rispettivamente I-STOL e I-STEL (quest'ultimo successivamente re-immatricolato I-SJAR).

I due L-19 convertiti in SIAI SM 1019 subirono modifiche molto estese a livello di apparato propulsore con lo sbarco del motore a pistoni Continental O-470-11 e l'imbarco di un potente motore turboelica Allison da 300 Hp.

Tale radicale trasformazione richiese la completa riprogettazione del muso. Furono apportate anche modifiche ai piani di coda, in particolare alla deriva.

Anche l'abitacolo venne modificato introducendo due distinti sportelli per l'accesso all'abitacolo, uno per il pilota e uno per il passeggero. Comunque i due esemplari EI-1 ed E-17 convertiti in SIAI SM 1019 non furono mai schierati nella flotta dell'AVES.

Gli SM 1019 utilizzati dall'AVES non erano quindi frutto della riconversione degli L-19, furono tutti costruiti ex-novo dalla SIAI in Italia. Come è possibile vedere in questa foto, l'aereo turboelica ha ancora molti caratteri del vecchio L-19, pur essendo radicalmente modificato a livello di cellula e propulsore.

L'intero gruppo di L-19 rimanenti (a questo punto pare in numero totale di 21) furono donati dall'Esercito Italiano ad AeCI (Aero Club d'Italia) assieme a parte delle documentazioni tecniche (manuali operativi) e all'enorme mole di pezzi di ricambio.

AeCI prese accordi con la OMA, (Officine Meccaniche Aeronautiche) per i necessari lavori di immatricolazione civile presso gli stabilimenti di Foligno, mediante la rimozione completa di tutte le radio e gli apparati di trasmissione militari, l'inserimento dell'avvisatore di stallo richiesto dalla certificazione civile, l'eliminazione di tutte le coccarde e le insegne militari e la modifica strutturale in coda per il montaggio del gancio di traino per alianti.

Alcune cellule però non furono mai completamente de-militarizzate in quanto si provvide unicamente alla rimozione degli apparati radio senza procedere a nessuna altra modifica.

Gli L-19 subito immatricolati civili ricevettero la denominazione civile Cessna 305C e furono tutti convertiti in velivoli trainatori di alianti con il montaggio del succitato kit OMA costituito da una appendice in coda per il supporto del gancio di traino e una leva verticale montata sul pavimento dell'abitacolo a sinistra del sedile del pilota per azionare lo sgancio di emergenza del cavo di traino. Al momento il numero complessivo di L-19 che a suo tempo ricevettero questo kit e furono adibiti a trainatori non è preciso. Probabilmente furono circa dieci-quindici tra cui il nostro ex E.I.-18, poi I-EIAH.

Senza dubbio la rapida conversione in trainatore di aliante segnò la salvezza per questo piccolo numero di macchine, gli altri esemplari rimasero "apolidi" nel senso che pur essendo radiati dall'AVES, non ricevettero mai alcuna immatricolazione civile.

La sospensione del processo di immatricolazione civile dell'intera linea di L-19 ex AVES venne causata da un contenzioso scaturito tra la stessa OMA ed AeCI.

E' proprio durante questo contenzioso che inizia la lunga e deprimente fase di dispersione ed abbandono di questo importante patrimonio aeronautico.

Ricostruire tutti i tasselli di questo mosaico è oggi ben difficile, ma al giorno d'oggi ancora diversi L-19 ex AVES, con ancora le insegne militari giacciono in condizioni di totale abbandono.

Il nostro L-19, denominato E.I-18, ricevette le marche I-EIAH (India-Echo-India-Alfa-Hotel). Le due lettere iniziali (EI) ricordano proprio la provenienza dall'esercito italiano (EI)

Il nostro Bird Dog fu ritirato il 22 Maggio 1995 direttamente dalla OMA presso Foligno. Da allora svolge egregiamente il duro compito di trainarci pazientemente e instancabilmente, nonostante i suoi 50 anni di età.

 

 

MEMBER OF

 

INTERNATIONAL BIRD DOG ASSOCIATION

 

 

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